casa panzini

patrimonio museale

Il patrimonio culturale della Casa Rossa è formato dalla collezione museale e da un cospicuo fondo documentario, conservato presso l’archivio, istituito nel 2006 in un’apposita sala al primo piano della Biblioteca Comunale di Bellaria Igea Marina. Il responsabile scientifico del Fondo Panzini è il prof. Marco Antonio Bazzocchi, nominato direttore della Casa Museo e dell’Archivio nel 2010.

Il FONDO DOCUMENTARIO, il cui nucleo originario proviene dalla Società Immobiladria di Savignano sul Rubicone, dal Comune di Bellaria Igea Marina attraverso Matilde Panzini e dalla Biblioteca Gambalunga di Rimini (per lungo tempo custodito presso la Soprintendenza per i beni librari e documentari della Regione Emilia Romagna), si è arricchito nel 2007 con le donazioni di Giulio Torroni, di Wilma Venturi, radiocronista della Rai di Milano, e nel 2008 con quella di Ilaria Panzini, pronipote di Ugo Panzini, fratello dello scrittore.
Tra i materiali conservati degni di nota sono:

-  la corrispondenza intercorsa tra Panzini e i più noti esponenti della vita culturale del suo tempo ovvero scrittori, artisti, editori tra i quali Sibilla Aleramo, Antonio Baldini, Massimo Bontempelli, Giovanni Cena, Grazia Deledda, Filippo De Pisis, Marino Moretti, Ada Negri, Giovanni Pascoli, Margherita Sarfatti, Renato Serra, Emilio Treves, oltre che con i suoi familiari (la madre Filomena e il padre Emilio, la moglie Clelia e i figli Piero, Emilio e Matilde);
- i manoscritti e i dattiloscritti di racconti, novelle e romanzi (Il padrone sono me!, Viaggio di un povero letterato, I giorni del sole e del grano, Io cerco moglie!, Il ritorno di Bertoldo, 15 giorni in prima classe, La pulcella senza pulcellaggio), materiali preparatori per il Dizionario moderno;
- gli articoli di quotidiani e di periodici con scritti di Panzini e recensioni ai suoi testi;
- i documenti personali di Panzini riguardanti la sua carriera scolastica e di insegnamento ovvero quaderni e pagelle del Liceo Foscarini di Venezia, il diploma di laurea del 21 giugno 1886 e gli attestati di gare letterarie giovanili e di libera docenza;
- i documenti amministrativi, i contratti con gli editori Mondadori, Treves, Bemporad, gli appunti preparatori e le bozze per discorsi, conferenze;
- le fotografie in bianco e nero aventi come soggetto Panzini, la moglie, i figli, i colleghi, gli amici, i contadini, Clelia e Wilma Venturi;
- i disegni giovanili di Alfredo Panzini e gli autografi in cornice;
- i documenti riguardanti Clelia pittrice ovvero riproduzioni di opere, schizzi, recensioni, cataloghi delle mostre e contratti di vendita;
- le riviste politico-letterarie e i necrologi;
- i ritagli di giornali e alcuni libri con meticolose annotazioni di Matilde;

la biblioteca (le opere dello scrittore e alcune redazioni in lingue straniere delle medesime, ma anche volumi, opuscoli, riviste e periodici facenti parte della biblioteca di famiglia). Sebina Opac

La COLLEZIONE MUSEALE, creatasi grazie alla donazione di Matilde Panzini nel 1981 e conservatasi per lungo tempo presso la Colonia Ternana a Igea Marina e la sede comunale in Piazza del Popolo a Bellaria, include:

- sedici opere di Clelia Panzini (quindici dipinti e un disegno), aventi come tema ritratti, paesaggi rurali, marine e nature morte;
- mobili, arredi e suppellettili dei coniugi Panzini (scrivania, letto, comodino, armadio, cassettone, credenza, piatti e tazzine di ceramica, brocca, portacenere, candelabri …);
- cimeli e oggetti personali dello scrittore (bicicletta, pipe, divisa da accademico d’Italia, sigillo, pennini, calamaio, tagliacarte, forbici, occhiali …).

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