• bellaria reportage con gli occhi di panzini

bellaria reportage con gli occhi di panzini


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Per celebrare il sessantesimo anno della sua nascita (1956-2016) il comune di Bellaria-Igea Marina ha pensato di proporre per l’estate una mostra costruita come un reportage compiuto nel territorio da una giovane fotografa, Valentina D’Accardi. Questo servizio è direttamente ispirato alla presenza a Bellaria, nei primi decenni del ‘900, dello scrittore Alfredo Panzini che qui visse durante le vacanze estive, all’interno di una casa costruita su una duna di sabbia di fronte al mare, quella che oggi è il museo La Casa Rossa. La casa custodisce le memorie dello scrittore e ogni anno propone ai visitatori un percorso collegato alla presenza di Panzini e alla sua opera.
Il percorso immaginato da Valentina D’Accardi è un attraversamento di luoghi bellariesi, con l’attenzione particolare a quello che sarebbe stato lo sguardo di Panzini, rivolto a personaggi e a momenti della vita di inizio secolo. La D’Accardi ha guardato la Casa Rossa da una prospettiva particolare, ha fissato l’obiettivo su vecchie mura, su spazi aperti con qualche cespuglio in fiore, sulla spiaggia ancora vuota, sulle strade del borgo dei pescatori, ha intravisto una sirena rimasta impigliata tra i cartelli stradali, un leopardo portato al guinzaglio, una bicicletta appoggiata a una casa, una vecchia barca che marcisce a terra. Ha anche immaginato una ragazza con le trecce bionde come portava la figlia di Panzini, Tittì. E l’ha vista sulla spiaggia, pensierosa e triste.
Il reportage viene allestito all’interno della Casa Rossa e della casa Finotti da Claudio Ballestracci, un artista che da anni è presente con le sue installazioni nello spazio museale.
Bellaria rinasce così attraverso queste foto, ma rinasce come doveva essere qualche decennio fa, in bianco e nero, col fascino di un luogo pieno di pace, adatto al riposo e alla meditazione. Forse così l’aveva scoperta anche Panzini, e ne aveva fatto il centro di molte opere.